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There is always hope (?)

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Una ragazza a Londra ha riproposto la famosa "There is always hope" dell'artista writer Banksy per ricordare l'inizio del conflitto. Suzanne Plunkett (Reuters/Contrasto) Dall'inizio del conflitto a oggi sono più di 5 milioni i bambini colpiti. Un milione quelli rifugiati nei paesi limitrofi, 3 milioni gli sfollati, 8000 non hanno più i genitori, 323000 i bambini sotto assedio, 10000 hanno perso la vita. L'UNICEF denuncia che all'incirca tre milioni di bambini siriani non vanno a scuola, un bambino su 10 è un piccolo lavoratore, una bambina su 5 costretta al matrimonio precoce. A fare le spese, di ogni guerra, sono sempre i bambini. Non solo perché sono gli esseri più indifesi ma perché rubando loro l'infanzia si ruba anche il futuro di una Nazione. Come si può pretendere uno "sviluppo" all'occidentale se la futura classe dirigente è corrotta da traumi e violenze?Non si può parlare di sviluppo se i bambini non poss...

Il Cedro fra Sacro e Profano

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...Cipressi e cedri di puri effluvi i zefiri impregnando, perenne verde protendean sull'urne per memoria perenne... Ugo Foscolo

Condannati al "viaggio"

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Le traversate dei migranti che arrivano a Lampedusa mi hanno fatto venire in mente altre traversate, ugualmente pericolose: le traversate che i figli dell'Africa subivano incatenati nelle stive delle navi negriere. All'epoca persone libere erano brutalmente ridotte in schaivitù dai bianchi, costretti ad abbandonare il proprio villaggio per un futuro di oppressione e morte. Molti non sapevano nuotare ma preferivano, quando riuscivano a liberarsi, abbandonarsi ai flutti che subire una non vita. Barcone di migranti. Oggi la situazione si è capovolta: si parte da una vita di stenti, molto spesso si rifuggono oppressioni e violenze per la prospettiva, non del tutto certa, di trovare miglior fortuna altrove. Queste persone decidono, e non credo lo facciano a cuor leggero, di abbandonare una terra in cui incontrerebbero la morte certa per la speranza di vivere una vita libera. Prima di iniziare a vivere questa vita, però, devono affrontare il viaggio. Ecco l'u...

Tragodie, i Canti del Capro Vinicio Capossela Live all'Anfiteatro dei Ruderi di Cirella il 19/08/2013

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Dall'unione dei termini trágos (capro) e á(i)dô (cantare) i greci ottennero un neologismo: trago(i)día ovvero il "canto del capro". Le tragedie greche avevano spesso una funzione catartica, mettevano in scena i vizi della società attraverso maschere, ogni maschera rappresentava un determinato vizio. Siamo oggi molto lontani dai nostri antenati greci e di tragedie greche ne vediamo più nella vita di tutti i giorni che sulle scene teatrali. Sotto una Luna più piena e luminosa che mai, nella meravigliosa cornice dell'Anfiteatro dei Ruderi di Cirella, quel grande artista che è Vinicio Capossela è riuscito a portarci indietro ad un tempo antico, fatto di dolci note, di emozioni profonde ma anche di balli scatenati in cui riprendere contatto con la Madre Terra, con la propria umanità e i propri sensi che ci fanno essere vivi. L'essere vivi era, infatti, l'argomento principale della serata: siamo vivi, qui e ora, e possiamo contare con le nostre pi...