ARE YOU BURNING (MAN)?





Alzi la mano chi conosce il Burning Man Festival....
Ammetto di non saperne molto anch'io. Infatti fino a poche settimane fa non sapevo né della sua esistenza né di cosa fosse.
Benissimo, facciamo un passo indietro. Alzi la mano chi ha familiarità col 'Labor Day'... qui ci aiuta la parola stessa: è la festa del Lavoro. Noi festeggiamo il 1° maggio. Negli USA festeggiano i primi di settembre.




Il Burning Man Festival coincide con la festa statunitense del Labor Day. Il Festival dura ben otto giorni e si svolge, fin dal 1991, a Black Rock City. Alzi la mano chi conosce Black Rock City... In realtà questa città vive solo otto giorni all'anno in quanto viene creata e disfatta proprio nei giorni del Burning Man Festival. No, nessuno si mette a costruire una città di cemento e mattoni per poi distruggerla pochi giorni dopo. Infatti, questa città è composta dai partecipanti al Festival ed è costituita dagli accampamenti mobili che sorgono in maniera rigidamente ordinata in pieno Black Rock Desert in Nevada (Us).

Ma cos'è il Burning Man Festival?
Il nome deriva dalla pratica del bruciare un fantoccio di legno nella serata finale. Vi ricorda qualcosa? In Italia 'bruciamo Carnevale' nella serata di martedì grasso. E, in fondo, io definirei questo festival un enorme, eccessivo, anarchico Carnevale.
Nelle parole dei fondatori del Festival, il BMF è un "esperimento in comunità, radicale espressione di sé e radicale fiducia in sé". Non è un festival musicale o hippy come il Coachella o Woodstock. Non ci sono performances di rilievo. Non ci sono grandi nomi. Insomma quello che costituisce il Burning Man Festival sono gli stessi Burning Men and Women che vi accorrono. Ognuno può esprimere se stesso attraverso i propri costumi, i coloratissimi (e originalissimi) mezzi di trasporto (le auto sono vietate a meno che non abbiano il consenso del Dipartimento delle auto mutanti) attraverso la propria Arte. Il Festival potrebbe sembrare un'accozzaglia di tante cose invece ha regole rigide e precise. Pena l'esclusione dalla partecipazione, anche se si è già pagato il biglietto. 


 
Ideato nel 1990 da tre amici, Kevin Evans, John Law e Michael Mikel; il Festival ha inizio nel momento in cui si inizia la 'costruzione' di Black Rock City. Pianificata urbanisticamente in maniera attenta e rigorosa, con strade, nomi e spazi ben distinti. Nessuna circolazione di denaro all'interno della City: vale solo il baratto o la donazione per questo bisogna avere rifornimenti e provviste per tutta la settimana (cibo, acqua, utensili, fornitura elettrica ecc.). Ghiaccio e caffè solo le uniche cose che possono essere comprate all'interno di Black Rock City. 



A Black Rock City ci sono diversi “negozi” comunque, dai bar ai ristoranti ai parrucchieri, che funzionano tutti con il sistema del baratto. Il Black Rock Desert che ospita il BMF e la BRC non è un ambiente particolarmente ospitale ma è talmente suggestivo che gli si possono perdonare i 40° che sfiora di giorno e la decine di gradi di escursione termica della notte. Altra regola fondamentale: tutte le fotocamere e le videocamere devono essere registrate.

Ogni anno c'è un limite di 70mila biglietti. Chiunque riesca ad ottenerne uno (il prezzo arriva anche a sfiorare i 400 dollari), può organizzare esibizioni, installazioni o mostre, che può segnalare agli organizzatori o no. Presenza fondamentale del BMF sono le macchine, modificate per assomigliare praticamente a qualsiasi cosa: da grossi animali ad astronavi di Star Wars a case in stile vittoriano. Insomma, spazio alla libertà. Rispettando le regole di base, infatti, a Black Rock City si può fare qualsiasi cosa: cantare, ballare, dipingere. Ci si può anche sposare (regolarmente)! Massima anarchia anche nel modo di vestire (o svestire!).

Tante anche le installazioni artistiche. Love di Alexander Milov è una di queste. Due bambini che cercano di toccarsi, appaiono ingabbiati all'interno di due adulti che si danno le spalle e non riescono a comunicare fra loro, ad esprimersi. “Mostra un conflitto tra un uomo e una donna, e l’espressione interiore ed esteriore della natura umana - dice Milov - La loro interiorità è rappresentata da bambini trasparenti che cercano di toccarsi attraverso la grata. Al calare della notte, i bambini cominciano a brillare. Questo splendore è un simbolo di purezza e sincerità, che unisce le persone e dà la possibilità di riavvicinarsi quando arriva un periodo buio”. L'opera è profondamente suggestiva: di notte i due bambini risplendono sullo sfondo notturno; al tramonto le due silhouette si stagnano contro i rossi raggi di sole; nel mezzo di una tempesta di sabbia Love dà il meglio di sé. Quasi nascosti dalla nebbia sabbiosa del Black Rock Desert, le due figure fanno ancora più fatica a trovarsi, raggiungersi, toccarsi


Cosa mi attrae tanto di questo Festival non ve lo so dire e al tempo stesso vi potrei rispondere: tutto! Chi non ha voglia di passare una settimana in totale libertà lontano dal tran-tran; dal lavoro; dai cellulari; dai computer. Riscoprire la semplicità dei legami umani. Fare qualche pazzia. Perdersi nel bel mezzo di una tempesta di sabbia. (S)Vestirsi un po' come ci va. Ricoprire l'auto di filari luminosi. Costruire un drago sulla nostra bicicletta. Scalare le statue di lamine di ferro e legno. Cantare. Conoscere. Amare.  Tanto è solo una settimana. Poi ognuno torna ai suoi 'obblighi'.


 
Ah, a proposito di obblighi: finito il Festival si mette tutto a posto e si pulisce tutto!!! Eh già.
 
Si va?

FraMagu 3.0
 
 



















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